In Italia c'è un'altra chiesa: chi siamo
"Cristiani evangelici".
La Chiesa Evangelica Valdese affonda le proprie radici nel movimento riformatore dei "Poveri di Lione" fondato da un ricco mercante di nome Pietro Valdo, di poco anteriore a san Francesco (XII-XIII sec.) il quale - mettendo in pratica le parole che Gesù rivolse al giovane ricco: " Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi ",- vendette i suoi beni per dedicarsi solamente alla predicazione del messaggio biblico. Fece tradurre la Bibbia dal latino in lingua parlata dai suoi concittadini affinché possa essere accessibile a tutti. Per il loro modo di "liberalizzare" la lettura e la predicazione della Bibbia , Valdo e i suoi seguaci, divennero oggetto di persecuzione da parte della chiesa (ufficiale) cattolica romana di allora, la quale fece tutto il possibile con la complicità dei poteri civili per impedire il diffondersi delle "idee" della libertà di predicazione e dell'autenticità della comunità cristiana messi in campo dal movimento valdese. I valdesi sono rimasti vittime della repressione fino alla metà del XIX secolo, solo da quel momento hanno potuto esprimere la loro fede espandendosi in tutta l'Italia. Infatti, solo nel 1848 ( il 17 febbraio) il re Carlo Alberto riconosce ai valdesi la parità dei diritti civili e politici. I valdesi festeggiano il 17 febbraio il ricordo di questa concessione dei diritti civili e politici che anche l'inizio della libertà di culto valdese. |
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Evangelici Le chiese valdesi mantengono i due appellativi: valdese ed evangelico. Il primo per motivi storici, per riaffermare il legame che unisce la testimonianza odierna alle esperienze di fede dei valdesi medievali e mostrarne così la continuità nel nostro paese. Evangelico esprime invece l'attualità della Riforma protestante ed il suo progetto di ritorno alla comunità cristiana primitiva e di purificazione della fede. Per esprimere questo i valdesi (come tutti i protestanti) individuano il fondamento del cristianesimo in tre punti: La Scrittura, Cristo, la fede ma in modo esclusivo. Questo significa che la Bibbia deve rappresentare la sola fonte da cui la chiesa trae ispirazione nella sua opera e nella sua testimonianza; ad essa sola dobbiamo rivolgerci ogni qualvolta vogliamo conoscere la volontà di Dio ed i nostri doveri cristiani; ché la salvezza e la speranza degli uomini é rappresentata soltanto dall'opera di Cristo. Essere cristiani, significa cioè avere piena fiducia nell'opera di Cristo e vivere in comunione con Lui ed infine siamo salvati o come dice san Paolo siamo giustificati solo per fede, significa dire che non abbiamo merito alcuno nella nostra salvezza, ma la possiamo e dobbiamo accogliere come un dono gratuito di Dio. |
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I protestanti
I cristiani evangelici valdesi appartengono alla famiglia delle chiese protestanti. Le chiese protestanti o evangeliche sono sorte nel XVI secolo in seguito alla predicazione di Martin Lutero. Biblista agostiniano e profondo conoscitore della Bibbia, egli rivendicava la necessità per la chiesa cristiana del tempo di riformarsi seguendo la Scrittura, tornando cioè alla Chiesa apostolica. Egli ed i suoi seguaci si dissero "evangelici" per esprimere questa volontà di ritorno al Vangelo. Furono detti "protestanti" perché rivendicavano davanti all'Imperatore il diritto di predicare liberamente la parola di Dio. La chiesa rappresentata dal papa condannò al Concilio di Trento le tesi del movimento protestante e questo dovette così darsi una propria organizzazione. Germania fu influenzata da Lutero e si organizzò nelle chiese nazionali luterane, in Inghilterra fu il potere regio a dare forma alla nuova chiesa e nacque così la Chiesa d'Inghilterra (anglicana). Nel resto dell'Europa a dare l'impronta al movimento fu Giovanni Calvino, professore a Ginevra. Questa formulazione della fede evangelica conduce ad una implicita riserva critica nei confronti di alcune delle dottrine diventate tradizionali nel cattolicesimo romano. Se infatti il culto cristiano ha come momento centrale la predicazione dell'Evangelo, la pietà cristiana non potrà accogliere riti e cerimonie e manifestazioni di carattere superstizioso, magico quali si riscontrano di frequente nella religiosità naturale. Se debbono considerarsi fondamentali ed esclusivi per la fede cristiana la persona e l'opera di Gesù Cristo ed il suo sacrificio, ne deriverà il rifiuto di ogni forma di venerazione per Maria ed i santi, se i sacramenti del battesimo e dell'eucaristia (i due soli istituiti da Cristo) sono segni della grazia divina e non mezzi per ottenerla, ne deriva il fatto che la Chiesa non ha sacerdoti cioè persone rivestite di particolare potere ma tutti i credenti hanno eguale responsabilità nella predicazione |
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